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Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca Romano

 

Cannicchio, nucleo abitato di scarsi fumi, con rari viottoli in pietra, saldamente raccolto intorno alla chiesa, nato e strutturato a scopi difensivi, si costituisce di una urbanizzazione singolare che segue l’andamento del crinale, a un tiro di sasso dalla bella marina di “Laczarulo”, (Acciaroli). Qui, in questo suggestivo borgo a sud della provincia salernitana, nel cuore della terra dei miti, fra diversi profili illustri, nacque una speciale figura del Cilento del nostro tempo, Amedeo La Greca. Ha vissuto però a breve tratto dal litorale acciarolese, nella bella dimora ha trascorso il tempo suo, specialmente nell’angolo studio-biblioteca, attivandosi nella vulcanica pratica della ricerca storica e culturale, fra la lettura di un manoscritto e l’analisi di corpose e multiformi bibliografie, distanziandosi dalla sterilità e dal silenzio, scarsamente salutare, di un paese in letargo come Acciaroli che ora, più che mai, attende la magica estate. In questa bella casa in pietra Amedeo La Greca è stato marito e padre. Nel corso della sua vita ha insegnato Materie Letterarie negli Istituti di Istruzione Secondaria; presso l’Università degli Studi di Salerno, invece, ha avuto l’incarico di Cultore di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche. E’ autore di diversi testi sulla storia e le tradizioni cilentane. E’ stato fondatore e cofondatore di vari centri culturali, di studi e ricerche ed era Membro del Comitato Scientifico del Laboratorio Ambientale per le Scuole del Territorio Cilentano. Ha fondato, fra gli altri, il Centro di Promozione Culturale per il Cilento. In veste di Editore ha realizzato numerose pubblicazioni. E’ stato Membro della Commissione Cultura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dal 1997 al 2000. Ottenne il Premio per la Cultura del Presidente del Consiglio dei Ministri. Qualche anno fa ha ricevuto, su segnalazione dello scrivente, a premio della sua vasta attività culturale, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il suo operato a favore del territorio merita una posizione e una considerazione di indiscutibile riguardo. Amedeo La Greca oggi è motivo di vanto per il Cilento intero, una figura di significativo spessore. La ricchezza di un territorio si costituisce non solo della realtà naturale-paesaggistica, ma dal valore culturale e morale di quanti lo vivono. Il Nostro da sempre si è mostrato innamorato della sua terra, si è sempre distinto per valori morali, culturali e forza creativa, per il forte e inscindibile attaccamento alle sue radici, a una terra di fatica e sudore, ma sicuramente nobile nei tratti valoriali e culturali, utile modello di esemplarità per le generazioni che verranno. A seguito della sua dipartita, avvenuta ieri, 3 maggio, voglio ricordarlo pubblicamente col seguente mio indirizzo di saluto:

Ciao Amedeo, ci mancherai immensamente

La stima, il rispetto, la cordialità, la pulizia morale, l’onestà nel rapporto amicale, l’amore sviscerato e il cordone ombelicale, mai scisso, con i paesi dell’animo del nostro Cilento, sono stati gli ingredienti fondamentali dell’impasto della nostra sincera e profonda Amicizia. Le voci e i volti del nostro Cilento, sin da quando ero un ragazzotto imberbe, hanno fatto da collante alle nostre intese intellettuali. Fummo pionieri allora della ricerca nel Cilento vergine ove si rischiava di perdere tutto il valore della cultura della tradizione orale. Circolava carta stampata e si componeva ancora coi “piombi”, fedeli al dettato della stampa mobile di Gutenberg.. Quante ore passate insieme in Tipografia col caro Pasquale Schiavo…! Fondammo con altri Amici del cuore Antonio Di Rienzo e Pasquale Martucci il “Cilento Ricerche” col fine sano, grazie alle nostre frequentazioni, di orientare al recupero di un mondo dimenticato che, nel silenzio dell’indifferenza, rischiava di scomparire. Tanti chilometri e tante ore insieme, tante testimonianze raccolte nel nostro Cilento e poi collocate in diversi volumi, ma soprattutto tanta condivisione fatta di entusiasmo e passione per la propria terra. Seguirono, a breve, altre pubblicazioni a più mani. Poi la vita ci obbliga, anche per ragioni logistiche ad altre opzioni, sempre e comunque parallele che, nel nostro caso, hanno trovato convergenza nelle originarie finalità culturali. Sei rimasto, malgrado il mio coinvolgimento in ambito giornalistico e non in quello della ricerca e dell’editoria, un punto di riferimento, di confronto culturale, un’ Amicizia vera per tanti anni. Ci legava la stima reciproca, il bisogno di vederci, sentirci, rinnovarci in termini dialogici e critici, senza mai alcun contrasto, sempre e solo considerando i termini della valutazione puntuale e obiettiva in un contesto di grande assenza e aridità culturale… Eri entusiasta di completare la composizione grafica della seconda edizione del mio ultimo lavoro… Le tue parole erano di sincero incoraggiamento e apprezzamento, si sentivano vibrare limpide e senza mistificazione. Si rappresentavano per me necessarie sotto il profilo motivazionale. Mancava poco per la pubblicazione della seconda edizione di una mia recente raccolta di prosa e poesia su Acciaroli, mio paese dell’anima, dopo la monografia su don Carlo. ” Due pilastri”, dicevi, per un paese che non vuole ricordare il suo passato, solo per non confrontarsi con la propria miseria, quella materiale e intellettuale…! Oggi, a distanza di anni, insieme al Cilento intero, mi hai fatto piangere. In silenzio, in punta di piedi, con signorile garbo, sei andato via. Mentre si esponeva intorno al “Teeteto” di Platone a Velia, adducendo le sue finalità a smentire la soggettività gnoseologica dei sofisti, è arrivata, come fulmine a ciel sereno, la notizia della tua scomparsa. Non si può credere che tu non ci sia più. Resti, infatti, caro Amedeo, con la tua testimonianza culturale, la considerevole mole della tua produzione libraria, un vivo ricordo per chi ti ha conosciuto e saputo apprezzare. Sarai bella ed esemplare traccia per il nostro Cilento, per i nostri figli; per le nuove generazioni che verranno sarai un obbligato modello da considerare ed imitare nell’opera della costituzione del proprio profilo identitario, storico e sociale. Resterai testimonianza di scelta coraggiosa, quella culturale, indispensabile per il riscatto identitario. L’istruzione e la conoscenza ci vestono da padroni, consentono di volare alto e gridare a perdifiato il nostro riscatto, la nostra Libertà. La morte è improvvisa, è senza costumanza, non bussa e non s’adagia in convenevoli; arriva di soppiatto e non consente proroghe. Siamo tutti legati a questo destino, al destino della morte, a questa tappa inevitabile che chiude il ciclo naturale dell’esistenza, ma nella fede siamo tutti connessi anche al traguardo della Risurrezione per il premio dell’Eternità. La tua morte, amico mio, non è silenzio e distanza, con il tuo prezioso contributo culturale resti testimonianza della nostra storia che parla. Spero che la nostra Eternità ci riserverà sempre l’odore e la poesia della carta stampata del nostro passato prossimo e quella gioia del cuore propria della goliardica verde età. Ciao Amedeo, ci mancherai immensamente.

Emilio La Greca Romano

 

One Response to “Grave perdita per la cultura cilentana”

  1. Pasquale Martucci

    Il ricordo dell’amico e collega Prof. Osvaldo Marrocco.

    “Carissimo Amedeo, un oscuro, atroce destino ha voluto così. Non mi vengono parole per dirti il mio affetto e la mia stima. Non riesco a crederci che non ci sei più. Non riuscirò a fare a meno dei nostri incontri settimanali, dei tuoi consigli, della tua attenzione, della tua disponibilità, della tua competenza. Non riesco ad immaginare di dover più progettare senza di te le nostre proposte culturali per un paese, San Mauro Cilento, che tu hai imparato ad amare e a indagare nella sue tradizioni e nella sua storia. Un paese in cui sei stato sempre accolto e apprezzato e che nel 2005 ti ha insignito della cittadinanza onoraria. Sei stato un uomo grande, immenso, un intellettuale e uno studioso di primissima grandezza, la memoria storica del Cilento. E al Cilento hai offerto la tua vita, i tuoi giorni, il tuo tempo, il tuo amore sconfinato. La tua competenza nelle scienze storiche e filologiche ti avevano fatto assurgere ad unico interprete autentico di questa nostra Terra cilentana di cui conoscevi ogni particolare. I tuoi studi e le tue innumerevoli pubblicazioni, insieme a una biblioteca straordinaria, hanno fatto di te l’icona di una passione per il Cilento che non troverà eguali. … Una passione che ti era nata dentro dai tempi dell’Università e che è stata segnata, per un cinquantennio, da un patrimonio inestimabile di tue “azioni”. Adesso potrai ricongiungerti con la tua Pina dalla quale non ti sei mai separato né col cuore né coi pensieri. Sempre mi dicevi: “Nel mio stato, ogni giorno è guadagnato …! La mia vita, adesso, non sarà più la stessa! ADDIO, AMEDEO!!! Mi stringo, con immutato affetto, ai figli Elio e Matteo, alle sorelle … per questa perdita che tocca una famiglia e il Cilento intero”.

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